domenica 22 aprile 2018

Dimmi QI sei. Viaggio nell'intelligenza e nella sua misurazione II


Seconda parte



Quanti QI si possono calcolare?
Ogni volta che sentiamo parlare di QI è necessario saperne di più.
Innanzi tutto, dato che si tratta di un punteggio composito, è importante sapere con quale batteria o test è stato determinato (ci sono diversi strumenti che portano al QI, a seconda dell'età e a seconda del tipo prevalente di materiale delle prove, ad es. solo visuospaziale). La valutazione ottimale si basa su un insieme di prove eterogenee (da 6 a 10), che forniscono due o più indici parziali (verbale, visuospaziale, ecc.) e uno o due punteggi compositi.
Tale valutazione segue un metodo di somministrazione rigoroso e una procedura di attribuzione dei punteggi codificata.

Tipicamente il QI è un quoziente di deviazione basato su dati di popolazione che hanno una distribuzione normale, con una media di 100 e una deviazione standard di 15.
Il QI è nella media quando il punteggio è compreso in una deviazione standard al di sopra o al di sotto della media (100±15, QI=85-115 alla scala Wechsler, la batteria più comunemente usata).

Per documentate esigenze cliniche o sperimentali il QI può essere determinato attraverso versioni abbreviate della batteria standardizzata (di 4 o 2 prove per la Wechsler/WASI).
In alcuni studi sperimentali vengono calcolati degli specifici punteggi compositi che devono essere correlati ad altre misure allo scopo di provarne la validità.

In generale, nell'esame dell'intelligenza e del profilo cognitivo meglio non andar di fretta.

Proprio come quando si fa un elettroencefalogramma o una risonanza magnetica: i dati raccolti in 5 minuti sono poco informativi sull'attività elettrica o sulla struttura del nostro cervello.

I vari test del QI che si trovano su internet di solito si basano sul ragionamento visuospaziale, uno dei tipi di prove che compongono una batteria standardizzata ma non forniscono informazioni sui dati normativi di riferimento, né sulla media e sulla deviazione standard. In mancanza di tali informazioni, il valore che viene calcolato non può essere considerato come una misura attendibile di intelligenza.



Se un tracciato di elettroencefalogramma o una lastra di risonanza magnetica presentano delle incongruità di solito il tecnico e/o lo specialista vanno a verificare tutta la procedura di acquisizione e la presenza di eventuali artefatti o di altre condizioni interferenti. In base a tale verifica possono convalidare l'esame o ritenerlo non attendibile.

La stessa procedura di verifica viene fatta ogni volta dallo psicologo o neuropsicologo o neuropsichiatra sul profilo della scala di valutazione dell'intelligenza.
Affinché l'esame sia convalidato devono essere state controllate le 4 dimensioni di ogni misura quantitativa psicologica:

- il tempo, inteso come momento della giornata e come durata del test
- il luogo in cui si svolge il test
- la persona esaminata
- l'esaminatore

Non controllare o alterare una o più di queste dimensioni porta a stimare un QI non attendibile.
Ad esempio, dividendo l'esame in quattro sessioni settimanali di 15 minuti, oppure svolgendolo in un posto rumoroso o nel quale siano presenti altre persone, oppure non preoccupandosi dello stato di ansia o post-epilettico o febbrile della persona esaminata, oppure infine non instaurando una relazione di fiducia e mandando alla persona esaminata segnali di insofferenza o di eccessivo entusiasmo.

Sono fondamenti ormai ben acquisiti tra gli esperti.

Sono le dimensioni la cui alterazione - per le iniziali limitazioni dello strumento, ma soprattutto per lo scarso rigore dell'esaminatore e addirittura per il condizionamento più o meno intenzionale dell'esame e la manipolazione dei dati - ha generato la serie di studi che ha usato il QI, ideologicamente, a scopi discriminatori.

Anziché identificare tali alterazioni e isolare i perpetratori, voci più o meno autorevoli di non esperti si affannano ancora oggi a ritenere impossibile la valutazione dell'intelligenza.
Come se decidessimo di buttare la risonanza magnetica funzionale perché molti degli studi che mostrano quelle lucine di attività del cervello si sono rivelati poco rigorosi...


La notizia è di una settimana fa: l'Università dell'Ulster, in Irlanda del Nord, ha revocato il titolo di emerito al professore di psicologia Richard Lynn.
Nei suoi oltre 50 anni di carriera, Lynn è stato tra gli scienziati più prolifici e vicini ai movimenti nazionalisti bianchi.

Nonostante le proteste di studenti e attivisti iniziate dal 1990 contro le lezioni e gli articoli discriminatori di Lynn, l'Università dell'Ulster non ha rimosso Lynn neppure dopo la notizia del finanziamento di 50.000 dollari (negli anni sono stati 325.000) accordato dalla Pioneer fund, una fondazione statunitense vicina ai suprematisti bianchi e che ha sovvenzionato molte ricerche di eugenetica e di discriminazioni di popolazioni basate sul QI, attraverso studi discutibili.

La richiesta di revoca era arrivata ancora una volta dall'Unione degli studenti dell'Università dell'Ulster, per le sue opinioni “di natura razzista e sessista”.

Difficilmente si può separare la visione dello scienziato Richard Lynn da quella ideologica e discriminatoria:

I poveri e i malati [sono] esemplari deboli la cui proliferazione deve essere scoraggiata nell'interesse del miglioramento della qualità genetica del gruppo e, infine, della sopravvivenza di gruppo.

[ha attribuito agli ebrei una superiorità mentale derivante dalle] persecuzioni intermittenti che i più intelligenti sono stati in grado di prevedere e fuggire.

Lynn ha preso parte a conferenze di eugenetica nel regno Unito e negli Stati Uniti ed è autore di tantissime pubblicazioni scientifiche che seguono lo stessa missione ideologica.

I suoi studi hanno evidenziato notevoli artifici metodologici, pregiudizi nella selezione dei campioni, dati autoreferenziali e derivazioni poco trasparenti di valori di QI da diversi tipi di prove.

Eccone solo tre esempi:

1.
La teoria condivisa afferma che non ci siano differenze tra i sessi nell'intelligenza. Tuttavia, Lynn (1994, 1999) ha formulato una teoria evolutiva delle differenze sessuali nell'intelligenza che sfida tale visione. La teoria afferma che i ragazzi e le ragazze maturano a ritmi diversi in modo tale che la crescita delle ragazze accelera all'età di circa 9 anni e fino a 14-15 anni. A 15-16 anni la crescita delle ragazze rallenta rispetto ai ragazzi. Mentre i ragazzi continuano a crescere da questa età in poi, anche la loro altezza e il loro QI medio aumentano rispetto a quelli delle ragazze.

The consensus view states that there are no sex differences in intelligence. However, Lynn (1994, 1999) has formulated a developmental theory of sex differences in intelligence that challenges that view. The theory states that boys and girls mature at different rates such that the growth of girls accelerates at the age of about 9 years and remains in advance of boys until 14–15 years. At 15–16 years the growth of girls decelerates relative to boys. As boys continue to grow from this age their height and their mean IQs increase relative to those of girls.

2.

I QI sono espressi in riferimento a una media britannica di QI=100 e adeguati all'effetto Lynn-Flynn dell'aumento del QI nel tempo. I QI nell'Europa settentrionale e occidentale variano tra 98 e 103; i valori più bassi si osservano nell'Europa sudorientale e orientale. I caucasoidi europei che vivono fuori dall'Europa tendono a un QI leggermente inferiore, ma si trovano ancora nell'intero range europeo di 93-102. I mongoloidi dell'Asia orientale hanno aumentato il QI (range: 98-110), ma i sud-est asiatici e gli abitanti delle isole del Pacifico guadagnano meno QI. QI ancora più bassi si trovano nel resto del mondo.

... la razza è ancora il determinante più importante del QI delle popolazioni. Il QI medio dei neri americani è di circa 85, che è di circa 15 punti più alto della media dei neri africani, suggerendo che vivere in una società bianca ha aumentato considerevolmente il QI dei neri americani. 

The IQs are expressed in relation to a British average of IQ=100, and adjusted for the Lynn–Flynn effect of increasing IQ scores over time. IQs in north and west Europe range between 98–103; lower values are observed in southeast and east Europe. European Caucasoids living outside Europe tend toward slightly lower IQs, but are still located within the full European range of 93–102. East Asian Mongoloids have increased IQs (range: 98–110), but South East Asian and Pacific Islanders earn lower IQs. Still lower IQs are found in the rest of the world.
... race is still found to be the most important determinant of the IQs of the populations. The average IQ of American blacks is around 85, which is roughly 15 IQ points above the African black average, and suggests that living in a white society has considerably raised the IQs of American blacks.

3.

Per calcolare il QI per le regioni italiane sono stati mediati i punteggi di comprensione della lettura, le abilità matematiche e la comprensione scientifica e queste medie sono state espresse in deviazioni standard dalla media PISA britannica (502, DS=99). Questo dà punteggi per le regioni italiane espressi in unità di deviazioni standard rispetto alla media britannica. Queste cifre vengono quindi convertite in QI convenzionali moltiplicandoli per 15.

...La diffusione di geni dal Vicino Oriente e dal Nord Africa può spiegare perché le popolazioni dell'Italia meridionale hanno un QI nell'intervallo 89-92, intermedio tra quelle dell'Italia settentrionale e dell'Europa centrale e settentrionale (circa 100) e quelle del Vicino Oriente e Nord Africa (compreso tra 80-84) (questi QI sono dati in Lynn, 2006).
... il 93% della varianza nel QI nelle regioni italiane è spiegata dalla latitudine. La spiegazione proposta per questo gradiente è che con una latitudine sempre più elevata la proporzione della popolazione italiana con discendenza europea e QI elevato aumenta costantemente fino a quando nell'estremo nord il QI raggiunge la media (100) delle popolazioni dell'Europa centrale e settentrionale. 

To calculate IQs for the Italian regions the scores on reading comprehension, mathematic ability, and science understanding have been averaged and these averages have been expressed in standard deviation unit deviations from the British PISA mean (502, SD= 99). This gives scores for the Italian regions expressed in standard deviation units in relation to the British mean. These figures are then converted to conventional IQs by multiplying them by 15.
...The diffusion of genes from the Near East and North Africa may explain why the populations of southern Italy have IQs in the range of 89–92, intermediate between those of northern Italy and central and northern Europe (about 100) and those of the Near East and North Africa (in the range of 80–84) (these IQs are given in Lynn, 2006).
...This gradient is quantified by the correlation of 0.963 between latitude and IQ given in Table 2, suggesting that 93% of the variance in IQs across Italian regions is explained by latitude. The proposed explanation for this gradient is that with increasingly higher latitude the proportion of the Italian population with European ancestry and high IQs increases steadily until in the far north the IQ reaches the average (100) of the populations of central and northern Europe.


La lista è lunga e impressionante per la metodica costruzione di conferme alla propria ideologia e per il ricorso a interpretazioni prive di repliche sperimentali e fondamento teorico.


Sorprende che questa lunga lista di articoli sia passata indenne ai revisori delle riviste scientifiche, permettendo la diffusione di idee nazionaliste e discriminatorie, di pregiudizi e di estremismo, a svantaggio proprio della Scienza e dei suoi contributi alla società.


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